Trigger Point T.

TRIGGER POINT THERAPY

triggertherapy

Col Deep T.Massage si affrontano necessariamente i TP: farlo appartiene alla manualità stessa.  In sostanza: non esiste lavoro sui TP senza Deep T. Massage, non si può fare Deep senza trattare i TP
Rimandiamo dunque al programma di Deep Tissue Massage.
La dispensa sulla Trigger Points Therapy, fa dunque parte della piú ampia dispensa del Miofasciale.

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[1] Ci sia concessa benevolmente una piccola polemica. Interessante é come nasce la teoria sui Trigger. La Travell era la fisioterapista del presidente Kennedy. Apparteneva a una famiglia altolocata, di quelle che passano le estati a Newport, Hyannis Port, Cape Code.. dove il presidente andava in barca e passava le vacanze in famiglia. Il presidente aveva avuto dei pesanti danni di guerra: schegge di una esplosione aderivano alla colonna vertebrale ed erano inamovibili. Questo gli procurava lancinati dolori per i quali portava il busto e usava sedie particolari. Necessitava di continue sedute di fisioterapia tese a rilassare le contrazioni da dolore. Su indicazione del proprio ortopedico chiamó la Travell che rimase alla Casa Bianca fino al 1965. La Travell era sposata a John Powell, un ingegnere, investitore finanziario con interessi nella chimica degli analgesici. Ecco che cosí il cerchio si chiude. La Travell con David Simons, un fisiatra piú appassionato ai voli che al settore medico, pubblica il libro sui Trigger Points indirizzato particolarmente agli analgesici ma dotandolo di varie manovre e posture di stiramento.  Pare che abbia anche brevettato e diffuso, via terze parti, la poltrona a dondolo del presidente. Ma questo non trova riscontri. Era sicuramente una imprenditrice.
Nel settore della massoterapia, dove usare farmaci é vietato, i Trigger Point ci rappresentano delle contrazioni e come tali vanno trattate. E’sciocco farne una mappa. Non é che avendo la mappa sappiamo che sempre sono lí. E’davvero stupido perché dipende dal gesto, dalla postura, dalla biochimica del tessuto, da come la persona va in difesa, da cosa ingaggia.  Li troviamo semplicemente con le mani e imparando a guardare una persona. ( Quanti osservano la persona mentre si spoglia, mentre si siede, quanti la fanno camminare, flettere, agire?)  Rispetto alle comuni contrazioni che possono interessare tutto il muscolo, queste sono piú localizzate, ben percepibili come “nodi” e trattabili in vario modo. Le terapie fasciali sono la strada elettiva.  Da ripetere poi allo strenuo: in questa fase di apprendimento non conta nulla lavorare sul trigger, si deve lavorare su quello che lo provoca e lasciare il lavoro sul trigger come complemento di sollievo. Esiste una fase diversa, nella quale si lavora sul trigger ma andiamo verso la terapia dei traumi, la somatoemozionale ed è un altro discorso.