Deep Massage (miofasciale americano)

Premessa: le origini del massaggio profondo o miofasciale profondo o Deep massage o Deep Tissue Massage sono iscritte nella cultura corporea di molti popoli: ritroviamo questo sapere dai Mongoli agli indiani d’America, dal Nord America alle popolazioni andine e talvolta anche nei nostri “praticoni di campagna”. E’ una modalitá di lavoro che obbliga ad una grande conoscenza e confidenza col corpo nonche’ il superamento di barriere culturali. Questo perchè lo “scavo” nel muscolo, nel tessuto, nelle fasce, richiede al terapista precise conoscenze anatomiche (il “dove si è, cosa si fa”)  mentre può essere vissuto dal paziente come intrusivo. Esistono tecniche di non intrusività che vengono insegnate.
Quanto segue é la storia del Deep Massage nella sua evoluzione recente.
Nel 1946 Thérèse C. Pfrimmer, una fisioterapista canadese, rimane paralizzata agli arti inferiori e viene diagnosticata incurabile.
Per nulla rassegnata, né convinta che la medicina fosse intenzionata ad applicare le scoperte della ricerca in neurologia, inizia a studiare meglio i muscoli ed il Sistema Nervoso.
La sua convinzione è che anche i nervi lesi e inattivi possano essere recuperati.
Inizia dunque a manipolare le proprie gambe e, poiché erano insensibili, il suo tocco è molto forte, quasi uno scavo nel muscolo.
Lavora con le dita, le nocche, i pugni e piano piano le gambe tornano ad essere sensibili, ricominciano a muoversi.
Provando vari metodi, calibrando peso, profondità, lentezza nel lavoro, scopre che può essere anche piacevole e non necessariamente doloroso o sgradevole.
In meno di un anno T. Pfrimmer guarisce dalla paralisi.
Il suo primo paziente è una signora paralizzata totalmente, salvo gli occhi e la bocca.
In un anno viene messa in grado di stare seduta sul letto a compiere piccoli lavori o esercizi, ma alla fine del secondo anno può essere dimessa, pienamente ristabilita ed in grado di condurre una vita normale.
T. Pfrimmer aveva capito che quando i muscoli profondi sono rigidi e contratti, quando non possono scorrere sulla fascia, non solo tutto l’equilibrio biochimico viene alterato ma sangue, linfa e nervi non svolgono le loro normali funzioni ed impediscono anche al tessuto di svolgerle, in una spirale peggiorativa.
Alla fine tutta la struttura ne risulta alterata.
Emblematica e molto comune è la sciatalgia da ‘intrappolamento’ del nervo sciatico nella muscolatura glutea.
Ripristinando la circolazione linfatica, sciogliendo le aderenze tissutali, restituendo elasticità alla fascia, non solo di quella regione ma alla fascia in toto, si riduce l’edema, l’infiammazione e il dolore e si recupera anche un buon range di movimento articolare, il che ha positive influenze sull’assetto corporeo.
Nel 1949 T. Pfrimmer apre un nuovo studio e nel 1970 documenta tutti i suoi risultati nel libro:
“Muscles,Your Invisible Bonds”.
L’anno successivo inizia ad insegnare quello che ha chiamato Deep Massage.
Quando, nel 1980 muore, il metodo ha già scuole aperte e diffusione negli Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda.
Negli ultimi 20 anni è diventato patrimonio di base di quasi tutti i bodyworker di scuola americana ed ha avuto evoluzioni che lo hanno un poco allontanato dalla formula originale per avvicinarsi a un trasverso.

Therese Pfrimmer

La tecnica è una sorta di stretching lento, profondo, lungo che viene fatto sul muscolo e sulla fascia da un inserzione all’altra.
Coinvolge zone non raggiunte dai normali massaggi, ma soprattutto raggiunge zone ricche di recettori.
E’ un lavoro globale nel senso che opera su tutti i piani, da quello linfatico a quello profondo, dal cardiovascolare al nervoso, dal respiratorio al viscerale.
Per queste sue particolarità non può essere fatto con la frequenza dei normali massaggi ma si deve lasciare al corpo il tempo di integrare e rispondere agli input ricevuti senza creare sovraccarico.
Le sedute si devono quindi intervallare da almeno 3-4 giorni di pausa, ma anche di più se la persona è in stato di stress.
Comunque, come abbiamo detto nella pagina del Rolfing, un giorno un massaggiatore di Esalen-Big Sur  forse addirittuta il fondatore, Michael Murphy, ne viene a conoscenza e dal Canada la tecnica arriva in California. Lí viene immediatamente colta, integrata e rilavorata da Ida Rolf all’interno del suo metodo. [1]
Oggi il DM è il massaggio di base della fisioterapia e del massaggio terapeutico USA e lo é diventato anche nei paesi anglosassoni. Viene spesso identificato con il miofasciale.  In effetti é un miofasciale ma assai distante da quello comunemente insegnato. Negli anni infatti, sulla base delle teorie di Ida Rolf, si è arricchito di manovre, soluzioni e protocolli che lo distanziano dai comuni miofasciali ed in particolare lo privano dell’errore della segmentarietá.
Per i corsi di base in Italia vedi il menù a lato.
NB. Siamo stati i primi assoluti a portarlo in Italia, ancora nel 1994 e insegniamo il vero Deep Tissue Massage, quello che è alla base del Rolfing, che si apprende dentro il Rolfing, da Rolfer, e non le mille imitazioni per visto o sentito.

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[1] Distinguere una tecnica da un metodo è fondamentale nella propria evoluzione professionale. Una tecnica è una o più manovre “per risolvere il problema”. Un metodo è una visione globale del lavoro, di sè nel lavoro e della persona-paziente-cliente. Un mezierista ha una visione, un osteopata vecchia scuola ha una visione, un Rolfer ha una visione. Persino un chiropratico la ha. Fanno percorsi,  lavorano basati su un pensiero filosofico e scientifico. Un Deep Tissue Massage se lo togliamo  dalla sua culla, che è il posturale e più specificatamente il mondo Rolfing, diventa una tecnica. Come tale serve a poco se siamo professionisti seri ed esigenti. Collezionare tecniche e manovre come fossero francobolli non arricchisce ma impoverisce: il cliente sente che dietro manca struttura, ci sono informazioni ma non cultura.