Dal Rolfing

Un metodo così apparentemente semplice come il Rolfing, codificato da una ‘recipe’, eppure dalla formazione lunga, difficile, costosa, un metodo rapido, efficace, con risultati eclatanti ma anche con profondi risvolti psicologici positivi, non poteva rimanere indenne da tentativi tesi ad alleggerire la formazione e/o rivolti a quei terapisti desiderosi di ‘riallineare’ le persone anche psicologicamente o spiritualmente.

Judith Aston

Judith Aston

Diplomata in danza, inizia la sua carriera come insegnante di movimento per danzatori, atleti, attori.
Inizia a studiare i legami fra movimento e comunicazione delle emozioni, avvicinandosi così al mondo delle psicoterapie.
Nel 1968 deve ricorrere alle cure di Ida Rolf per un incidente.
Ida Rolf, che in quel momento stava sviluppando l’idea del Rolfing Movement, la incarica di sviluppare un programma: Judith Aston rimane 6 anni nel mondo del Rolfing.
Lo abbandona per progettare e commercializzare oggetti ergonomici per il lavoro o il riposo, così come attrezzi per lo sport.
Unisce poi al lavoro corporeo il tocco, orientandosi verso concetti appartenenti più alla sfera mistica che alla scienza e modula un programma chiamato Aston Paradigm.

Body Harmony

Don McFarland

Don McFarland, il fondatore, è un chiropratico, specialista in danza e medicina dello sport.
Ha studiato con Ida Rolf e Judith Aston e si è formato in terapie psicocorporee.
Riportiamo dal sito Web e da depliant illustrativi:
” Ha una grande conoscenza di tecniche sciamaniche ed altre tecniche di guarigione spirituale…
Body Harmony è stata fondata con il dichiarato intento di portare le più esoteriche arti della trasformazione nelle scelte di ogni giorno…
Cosa accade veramente se mescolate le doti più esoteriche del cervello destro con tutta la varietà delle tradizioni dei nativi (indiani d’America, n.d.c), con tutte le scuole sciamaniche e misteriche di ogni specie?
I sogni accadono e le intenzioni si fanno manifeste! Questo è il lavoro di Don McFarland, fondatore del sistema che i pazienti chiamano magico…”
In Body Harmony non troviamo più la ‘recipe’ di Ida Rolf: le sedute sono state modificate nella durata, nel numero ed in gran parte della tecnica.
Il percorso formativo è di 1100 ore frazionate in seminari, generalmente di 6 gg, che si tengono un po’ ovunque, alla fine dei quali si è abilitati alla pratica…

Rebalancing

Il sistema, col marchio originale di Osho-Rebalancing® nasce, ad opera di Harry Peloquin e Gregory Jakab, all’interno dell’ashram di Osho a Pune (India).
Le 10 sedute di Rolfing, prese da ciò che era il Rolfing negli anni ’60, sono state alleggerite di quasi tutta l’anatomia, la biochimica, la biomeccanica e coniugate con una vasta antologia di tecniche psicocorporee, dalla bioenergetica alla Postural Integration.
Il training di base, poco selettivo, varia dalle 600 alle 800 ore cui segue la clinica (tirocinio) e gli avanzati.
Poiché la culla di questa nascita è un ashram orientale, i contenuti tengono conto di tutto quel sapere che include i concetti di chakra, corpi sottili, auree, energie, karma e così via.
Il percorso è molto basato sulla stimolazione delle catarsi e lo scopo dichiarato del training non è tanto formare professionisti, quanto poter compiere un ‘lavoro su di sé’, ottenere la ‘liberazione dai condizionamenti’ e la ‘nascita dell’uomo nuovo’.
Questo modello contiene, a nostro avviso, un’aporia:
se lo scopo è il ‘lavoro su di sé’ esso non può automaticamente tradursi in scuola per professionisti; se è un training formativo teso a creare professionisti (rebalancer), essi si trovano nella condizione di dover acquisire a posteriori un’enorme mole di tecniche e dati scientifici ortodossi per poter lavorare seriamente. Negli anni la distanza col Rolfing e i suoi aggiornamenti é diventata enorme e invalicabile.

Zero Balancing

Fritz Smith

Fritz Smith, il fondatore, è un chiropratico, osteopata, medico, agopunturista.
Studiò Rolfing, yoga, meditazione e filosofie orientali.
Negli anni ’70 “ebbe personali esperienze di rivelazione sotto gli insegnamenti di Swami Muktananda”.
Queste esperienze sonno all’origine di Zero Balancing.
“Cos’è Z.B.?
Un sistema di bodywork corpo-mente teso ad allineare l’energia del corpo con la struttura fisica. Rappresenta la visione orientale dell’energia con la visione occidentale della scienza ed insegna come usare l’energia quale strumento di lavoro in rapporto alla struttura corporea…rendendo più chiari e più forti i campi energetici nel corpo-mente e bilanciando l’energia nei tessuti più densi del corpo, nelle ossa e nel sistema scheletrico….
Usando il tocco, il professionista di Z.B. valuta ed equilibra i vostri cambi d’energia ed il flusso dell’energia… può mettere il focus sul corpo, sulla mente, sullo spirito o su tutti e tre, a seconda di dove i campi sono disturbati e l’energia è ostruita.
Z.B. si muove verso la struttura del corpo oltre i metodi scientifici occidentali, comprendendo i concetti orientali d’energia e di salute, il che permette al professionista di lavorare simultaneamente con tutti i vostri corpi energetici, di strutturarli e d’equilibrarli…”
(estratti dal sito Web, n.d.c.)

Hellerwork

Joseph Heller

Joseph Heller si è formato con Ida Rolf prima e con Judith Aston poi.
Si avvicina successivamente alla Bioenergetica, alla Psicosintesi, alla Gestalt, all’Hakomi Metod di Ron Kurtz.
Egli modifica le sessioni di Rolfing strutturando 11 sezioni a tema, sulla falsariga del Rolfing e creando un numero variabile di sedute per ogni sezione.
Porta poi il metodo verso le psicoterapie corporee inserendo il colloquio durante il lavoro.
La formazione in Hellerwork implica, non solo il farne prima esperienza personale ma anche l’acquisizione di una tecnica tesa a rendere il terapista capace di risposte, di confidenza, di assunzione di responsabilità.

Jack Painter

Jack Painter

Se Joseph Heller rimane ancora relativamente legato ai concetti scientifici che strutturano il Rolfing ed il Rolfing Movement, se il suo sposare le psicoterapie corporee è più rivolto alla formazione del terapista che non alla loro applicazione sul cliente, questo si fa di più difficile individuazione là dove alcuni terapisti strutturano setting (1) difficilissimi da condurre e sostenere.
Un esempio di questi è dato dalla Postural Integration.
(1) setting: in psicoterapia o psicoanalisi si definisce ‘setting’ l’insieme di relazione, luogo fisico ove essa avviene e regole che governano tutto ciò.
Da JACK PAINTER, Il massaggio in profondità-L’integrazione Posturale, Sugarco, s.d.
” nel lontano 1965..ero un professore di filosofia…il mio corpo e le mie sensazioni erano tanto trascurati… (che) i miei muscoli divennero tesi, cominciai ad avvertire crampi cronici e dolori.
Ero un giovane filosofo…completamente bloccato…cercai sollievo..nuotando, giocando a tennis e pallacanestro e sollevando pesi.
Divenni più forte, ma anche più teso e rigido.
Mi dedicai allora all’hata yoga…man mano che divenivo più abile…mi sentivo più rilassato, più flessibile ma..ero ancora diviso, spezzato in parti che non funzionavano all’unisono…
Avevo sentito parlare di una tecnica rivoluzionaria chiamata Rolfing…mi impegnai a sottopormi a una serie di sedute..non solo avvertii un senso di liberazione soddisfacente e completo mai sperimentato in precedenza ma fui anche sopraffatto da vecchi pensieri e vecchie sensazioni…che riaffiorarono alla mia coscienza..
Per questa ragione feci ricorso a una terapia centrata sulla psiche, ma orientata verso il corpo:
nella terapia reichiana…trovai un approccio…che mi aiutò a uscire dal mio stato di confusione…
Tuttavia mi mancava la ristrutturazione fisica sistematica…che avevo acquisito con il Rolfing…
La mia esperienza con un’altra terapia emotiva, la gestalt..fu analoga (alla terapia reichiana,n.d.c.)
Ciò che cominciai a comprendere fu che, sebbene dessi importanza al mio corpo e alle sensazioni, stavo trattandoli come oggetti da manipolare..se il mio corpo avesse potuto essere messo a punto..mi avrebbe dato il piacere e il potere intellettuale.
Quando ciò non avvenne dissi a me stesso: solo se potrò operare attraverso queste sensazioni il mio corpo potrà riprendere forma…c’erano due cose che la mia vita intellettuale e la mia carriera di professore.. non mi davano. Desideravo lavorare con le mie mani, desideravo un contatto fisico ed emotivo diretto con gli altri.
Il soddisfare questi desideri mi avrebbe condotto alla…mia unità.
Durante questo periodo di scoperta non ebbi maestri e seguii semplicemente le mie mani…mi sentivo un pioniere.”
L’occhio dello psicologo non fatica molto a vedere qui un paziente che attraversa varie terapie senza grandi esiti, che si avvicina a queste aree introspettive ‘sottoponendosi’, che denuncia come scopo ultimo, il potere.
Questo fa nascere il dubbio di un atteggiamento narcisista-masochistico più simile alla sfida che all’interlocuzione, all’onnipotenza che all’alleanza col terapista.
Così, quando traduce la propria ricerca in lavoro sugli altri, l’interrogativo è se non lo faccia per agire un conflitto, se la sua relazione d’aiuto al paziente non sia d’aiuto all’altro, ma piuttosto a sé stesso.
Dal punto di vista puramente educativo, vediamo che non c’è stata una scuola, un iter formativo, una clinica, delle supervisioni, ma solo un iter di paziente.
Molti pazienti sono degli ottimi conoscitori della loro patologia, ma ci dev’ essere sfuggito qualcosa se questa può essere ritenuta una strada valida per un titolo, tanto più se assurge a docenza, formando Integratori Posturali.
Infine basta sperimentare la tecnica per condividere queste perplessità e, conoscendo le matrici dalle quali proviene, annotare quanto siano state poco studiate o fraintese.