Deep TM Posturale

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(DEEP MASSAGE POSTURALE)

Attenzione !

Stiamo lavorando sullo schema sotto per un percorso nuovo. Per ora e’ solo indicativo.

Gli aggiornamenti su http://bodyworking.wordpress.com


Questo che segue e’ in linea di massima il contenuto del libro/dispensa e dei 7-8 video

Il Deep Tissue Massage Posturale è un metodo posturale (e non una tecnica) che segue la linea indicata da Ida Rolf e poi successivamente Tom Myer, Robert Schleip, Godard, Schwind.. In sostanza a una vecchia posturologia basata sulle catene si affianca e predomina la posturologia per tensioni fasciali, una manipolazione del tessuto il cui fine è il rilascio delle tensioni, l’ottimizzazione delle funzioni e il riallineamento della struttura. Inoltre i risultati sono permanenti e non transitori.
L’immagine è un esempio: l’effetto di un piede pronato sulla struttura, e dunque sulla postura,. Poichè alla gravità non si sfugge e la persona tende a conservare la verticalità col minimo sforzo e minimo dolore, ecco che sposterà via via la fatica su parti succursali, che possano fare il lavoro di sostenerlo. Il primo concetto è dunque che il corpo non si autoguarisce ma va nel senso della lesione.

http://bodyworking.files.wordpress.com/2008/10/postura.jpg?w=213&h=472

Ma non ci basta, questa praticamente e’ ancora una lettura vecchia. Dobbiamo invece pensare che lá dove ci sono stati accorciamenti la fascia si é bloccata e gli addensamenti di collagene impediscono la circolazione dei fluidi. E la fascia non solo segue le fibre muscolari ma é un continuum negli spazi intertiziali.

Per fare un’ analisi è necessaria la lettura corporea (bodyreading), quell’ osservazione attenta delle micro o macro dismetrie, tensioni o anomalie che rivelano dove sono annidate le tensioni e per quali linee fasciali stanno viaggiando.

IL PROGRAMMA

A) Il  Bodyreading   Come leggere le tensioni del corpo, la postura, il movimento, la biomeccanica.
B) La Manualità. E’ necessario imparare come si lavora sulla fascia e sui muscoli profondi senza fare male ma anche ottenendo risultati e quindi è da imparare l’equilibrio fra profondità e lentezza, fra visualizzazione del muscolo e percezione del suo stato. E’ necessario sentire che ogni muscolo, ogni fascia, legamento, aponeurosi ha un suo “carattere”, che va “capito” e che è in parte specifico suo ma in parte della persona e ciò chiede un approcio percettivo di sensibilità.
C) Gli Step.
1.  Il respiro.        Il diaframma è un muscolo che non smette mai di lavorare ed è tremendamente sensibile alle tensioni e allo stress. Facilmente mantiene in inspirazione senza mai dare una espirazione completa. Il che causa tensioni sulle clavicole, le spalle, il collo. Ma soprattutto se non è libero non permette al paziente di rilassarsi e aiutarci/si nel lavoro che verrà.
2.  Piede e arto inferiore. Anche qui c’è una logica: è il secondo complesso muscolare che deve lavorare di più dopo il diaframma. E’ l’appoggio, il grounding che non e’ radicamento ma al contrario, spinta verso l’elevazione. Primo passo per modificare una struttura nata per il movimento.
3.  La linea laterale. Sono i lati che tendiamo ad ignorare, dove la percezione di sè è attenuata e dunque liberando le tensioni si manda al paziente un primo imput di coordinamento ma anche di integrità, “sono fatto anche di quella cosa lì”. Il che ha una importantissima conseguenza sullo schema corporeo.
4. Il centro  Seduta difficile perchè tratta della linea interna ed esterna, di adduttori e di rotatori dell’anca, di equilibrio del bacino.  Perchè è nel bacino che tutto questo troverá la chiave di volta nella seduta 5.
5. Il cuore.   E’ un’ altro passo difficile perchè le persone possono non amare o respingere il lavoro sul centro, il viscerale il profondo. Dobbiamo imparare a lavorare lo psoas ed equilibrarlo con il quadrato dei lombi, liberare la linea del retto addominale, gli obliqui, il piramidale. Questo lavoro deve dare al pz la sensazione di essere costituito da due parti separate e *libere*, gambe e torace, fronte e retro che si relazionano attraverso l’addome.
6. La colonna. Sacro e occipite in equilibrio. Seduta lunga ma molto bella anche per il paziente. Si sciolgono le tensioni partendo dal cavo popliteo per arrivare in cervicale. E’ la seduta in cui dopo aver separato e riordinato basso e alto, si ripropone una nuova integrità: “il dietro a cui mi posso appoggiare”.
7. Il viso.   Rilassare i muscoli mimici e masticatori, relazionare le cervicali con il torace e le pelvi, allineare il cranio.
8. Le braccia.  Si parte dalla scapola, si libera il dorso, la cuffia dei rotatori e si trattano le braccia. Si parlerà di tunnel carpale e altre patologie da prevenire.

Testi utili oltre alla dispensa
Ida Rolf, Rolfing, Mediterranee
Peter Schwind, Il corpo in linea, Mediterranee
Tom Myer, Meridiani miofasciali, Tecniche Nuove
Leon Chaitow, Massoterapia neuromuscolare, RED [ ultimamente i testi di Chaitow non sono piú determinanti, gli allievi che arrivano possiedono giá quelle nozioni]
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Notabene: non é un corso di Rolfing, non ci somiglia e non ci pensa neanche. Il corso di Rolfing dura minimo due anni, tre per un allievo medio.  Inoltre include tesi, esami, prove, tutoring oltre alle lezioni. Questo é semmai un buon approcio di base per avviarsi a quel percorso che consigliamo molto, molto caldamente, che riteniamo oggi il miglior metodo posturale e la migliore modalitá di lavoro.

Fatti un regalo: una serie di sedute. I rolfer li trovi su www.rolfing.it