Pilates

Nato in Germania nel 1880, Joseph Pilates è un bambino gracile che deve dedicarsi con assiduità allo sport per rinforzarsi.
Durante la 1° guerra mondiale si trova in Inghilterra di fronte a pazienti immobilizzati nei letti d’ospedale e deve far ricorso all’esperienza maturata su di sé per sviluppare esercizi specifici che potessero essere loro di sollievo.
Matura da qui, via via, le basi del suo sistema.
Nel 1926 apre a New York il primo Pilates Studio e quando muore il lavoro viene continuato dalla moglie, Romana.
I suoi clienti sono sempre stati ballerini, sportivi, persone che dovevano avere alte performance.
Fra questi Martha Graham e George Balanchine.
Da questo settore specialistico, il sistema migra poi verso le palestre più avanzate e sensibili alle tecniche innovative.
Il sistema usa attrezzi molto particolari, tesi a lavorare sui condizionamenti corporei, l’armonia dell’insieme ed il bilanciamento.
Gli esercizi sono oltre 500 e non sono mai segmentari, cosa fondamentale per non produrre quei disequilibri che invece sono ricorrenti con le tradizionali macchine da palestra.
Sviluppano flessibilità e forza ma senza dare eccessivo rinforzo muscolare, inoltre coinvolgono particolarmente la consapevolezza corporea perché devono essere eseguiti con molta precisione.
Il risultato è una nuova coscienza ed un nuovo controllo del corpo e del suo funzionamento.
Ogni seduta è tagliata sulle specifiche necessità del singolo ed è quindi una tecnica individualizzata.
Recentemente alcuni bodyworker ne hanno scoperto la complementarità con il loro lavoro ed anche la medicina manuale trova che rappresenta una utile integrazione a vari programmi di fisioterapia.
Per saperne di più: www.pilates-studio.com
PS: dopo aver scritto quanto sopra nell’anno 2000, ci sentiamo oggi di doverci discostare dal metodo come trasmutato nel tempo. Non solo é diventato segmentario, non solo crea un movimento troppo spesso unidirezionale ripetitivo, non solo é andato in pasto al marketing piú di medio-basso livello ma ha creato per il mercato una serie di sottoformule tipo “ginnastica Pilates” che, vissute di prima persona, possiamo dire che non rispettano alcune norme di biomeccanica diventando fortemente lesive. Un esempio per tutti: la posizione di rinforzo degli addominali con braccia tese in avanti e postura del corpo a V (dove la punta della V é il sacro). Tecnicamente non solo prendere e rilasciare questa postura crea un danno lombare ma per tenerla con le braccia in avanti implica contrarre tutto il cingolo scapolare fino agli scaleni e lo sternocleido. Puó essere che serva in allenamento ma di certo non in terapia.