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La nostra palestra è uno spazio aperto,
con poche o nessuna macchina, peso, attrezzi. E' un luogo
di sperimentazione, rilassamento, gioco, creatività,
individualità.
L'industria del benessere ci vuole belli, scolpiti,
saturi di integratori.
Ha creato un'infinità di test, strumenti, valutazioni
per dimostrarci quanto potremmo ottimizzarci.
Ci propone equazioni come: corpo = macchina, forza =
potenza, potenza = scatto, velocità, rendimento.
Ci propone lavori per gruppi o uguali per tutti.
Ci propone lavori con le macchine: un solo trainer sorveglia
un'intera palestra.
In questa palestra si parla d'altro.
L'ottimizzazione fisiologica è ottenuta dando
al corpo una corretta alimentazione e il tono muscolare
che gli è proprio, che è individuale.
Superare la soglia del normale tono muscolare, può
modificare gli equilibri biochimici del tessuto e mettere
a rischio le articolazioni, inoltre non è privo
di effetti indesiderati qualora si dovesse smettere
l'attività fisica di colpo e per lungo tempo.
Il corpo è più felice e 'rende' di più
quando introduciamo parametri come la lentezza, la ripetitività
alternata alla creatività, il movimento nello
spazio, la percezione, l'individualità, il rilassamento,
il respiro; se gli si tolgono i movimenti bruschi e
veloci, lo sforzo, i pesi, i movimenti obbligati unidirezionali
delle macchine e non.
Ma il lavoro di palestra è poco utile se:
- non c'è un corretto allineamento dei vari segmenti
corporei e quindi una corretta postura,
- non c'è stretching,
- lo stretching non è leggero, lento, mantenuto
e globale ossia simultaneo su tutta la catena,
- lo stretching non è accompagnato da grande
cura nella respirazione e particolarmente nell'espirazione.
I presupposti scientifici possono essere trovati in
sala
di lettura.
Ringraziamo tutte le associazioni delle varie scuole
per la collaborazione sui testi.
a cura di L.Dalmaso
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